XY Sandro Veronesi

(Codognotto)

Dori Codognotto

19571993
Moglie di Sauro
Madre di Zeno

Sospetta schizofrenica.

Non ha tirato su il figlio, perché è stata ricoverata molto presto in manicomio [lo stesso dove era era morto anche suo padre Fausto Codognotto (1922-1965)].

Fin da bambina (figlia unica di Fausto e di Argenia Nones) accusa disturbi nervosi che le fanno lasciare la scuola elementare prima della quinta. Cresce a San Giuda accanto alla madre, facendo tutta una famiglia con gli zii Vasco Codognotto (1925-1981) e Gertrude Lechner, dai quali le due donne dipendono economicamente. Crescendo, crescono anche gli episodi della sua “pazzia”. Del resto, quella di suo padre è un marchio che Dori si porta addosso con orgoglio, e il suo carattere diventa anche aggressivo e provocatorio.
Eppure è bellissima, e si dice che a diciott’anni abbia un pretendente in ogni paese, anche perché fuori da San Giuda nessuno conosce i suoi problemi.

Nel 1976, a 19 anni, Dori viene ricoverata una prima volta a Pergine Valsugana, il manicomio in cui undici anni prima era morto suo padre, in seguito a una serie di crisi disastrose, nel corso delle quali pare che abbia tentato più volte di uccidersi.
Questa volta la famiglia non riesce a tenere nascosta la cosa, e i pretendenti, ovviamente, spariscono.
Tutti tranne uno, Sauro Formento, che è ossessionato dalla sua bellezza e smuove mari e monti (questa è la versione ufficiale) per toglierla dal manicomio, farla tornare in paese e, infine, nella gratitudine di tutta la famiglia di lei, e in contrasto con la volontà di suo padre Zeno, sposarla.
Perciò Dori sposa Sauro giovanissima, a 22 anni, nel 1979. Resta incinta quasi subito e partorisce un maschio all’inizio del 1981, che viene chiamato Zeno come il nonno Formento. Questa nascita, insieme alla relativa pace seguita al matrimonio, dovuta alle buone condizioni di Dori, riporta la pace nella famiglia Formento. Ma la tragedia è in agguato.

Appena sei mesi dopo avere partorito Dori cominciò ad avere delle crisi terribili che costrinsero a ricoverarla, prima in una clinica e poi di nuovo a Pergine. Dopo l’entrata in vigore della legge 180 la struttura di Pergine continuava a ricevere solo i malati recidivi, rifiutando tutti gli altri. Dori era recidiva, e non tornò mai più a casa: rimase nel manicomio, ormai definito “ex” nella forma ma ancora tale nella sostanza, fino alla sua morte, avvenuta nel 1993, quando Zeno aveva 12 anni.
Il bambino aveva visto la madre per l’ultima volta tre anni prima.